Il Palazzo Agnello


Gli Agnello, arrivarono a Siculiana 19 febbraio 1797, non ebbero mai l'investitura della baronia di Siculiana, ma sicuramente ne influenzarono il percorso storico. Dal matrimonio tra Stefano Agnello, figlio del barone Francesco di Cefalù, e Caterina Alfani nacque Nicolò nel 1815, il quale sposo la nipote Caterina Agnello e da questi Francesco, ultimo dei baroni che visse per la maggiore parte della sua vita nella residenza di Siculiana nel palazzo in via Marconi n°350.
Il barone Francesco Agnello fu eletto deputato il 15 marzo 1848 del Parlamento della Sicilia resa Indipendente dalla rivoluzione. Siculiana fu protagonista di questa rivoluzione che vide la Matrice come centro di aggregazione politica, sotto la guida dell'arciprete Vincenzo Siracusa che fu un fervente indipendentista e partecipò alla lotta contro i Borboni.

Il palazzo fu sede dell'Associazione Amici della Musica e negli anni sessanta e settanta, furono ospiti diversi artisti di grossa fama. Tra questi Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che proprio in quelle stanze scrisse alcune pagine de "Il Gattopardo", Dacia Maraini, Alberto Moravia, Enzo Siciliano, Michelangelo Antonioni, Monica Vitti, la pittrice Mary Bauermeister e il compositore Karlheinz Stockhausen, che iniziò a lavorare alla fondamentale opera "Momente" proprio in questa sede.

Nell'estate 1964, in mancanza di alberghi fu ospitata nel palazzo Agnello la troupe cinematografica del film "Sedotta e Abbandonata" di Pietro Germi, protagonista femminile Monica Vitti. L'attrice fuggì letteralmente da Siculiana, per l'afa, la mancanza di servizi di ogni genere, tra i quali l'acqua, e il ruolo del film che non piaceva. La sua fuga fu la fortuna della giovanissima Stefania Sandrelli che ebbe la parte.
testo di Alphonse Doria, Paolo Indelicato; foto di Paolo Indelicato
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