Il Palazzo Agnello


Gli Agnello, arrivarono a Siculiana dopo il citato matrimonio il 19 febbraio 1797. Stefano Agnello figlio del barone Francesco di Cefalù. Gli Agnello non ebbero mai l'investitura della baronia di Siculiana, ma sicuramente ne influenzarono il percorso storico. Da quel matrimonio tra Stefano Agnello e Caterina Alfani nacque Nicolò nel 1815, il quale sposo la nipote Caterina Agnello e da questi Francesco, ultimo dei baroni che visse per la maggiore parte della sua vita nella residenza di Siculiana nel palazzo in via Marconi n°350.

Il barone Francesco Agnello fu eletto deputato il 15 marzo 1848 del Parlamento della Sicilia resa Indipendente dalla rivoluzione. Siculiana fu protagonista di questa rivoluzione che vide la Matrice come centro di aggregazione politica, sotto la guida dell'arciprete Vincenzo Siracusa che fu un fervente indipendentista e partecipò alla lotta contro i Borboni.

Un altro protagonista siculianese dei moti rivoluzionari del 1848 fu Domenico Maria Lo Iacono, Vescovo di Agrigento dal 1844 al 1860.
"Uomo di carattere e di fermi principi morali e politici, poiché non condivideva le idee che portarono alla rivoluzione siciliana del 1848, non volle partecipare alle sedute del Parlamento di cui, vescovo, era pari diritto. Prelevato con la forza, fu costretto a recarsi a Palermo, ma riuscì a scappare raggiungendo Gaeta, dove rese omaggio a Pio IX, esule da roma, e poi Napoli dove fu accolto da Ferdinando II che molto ne apprezzò il coraggio e la fedeltà."[1]
Dalle cronache di Gaetano D'Alessandro di quel tempo leggiamo:
"Un popolo numeroso, trascinato dai capi, sotto apparenza di rendere omaggio al merito degli eletti, che in fondo erano poi uomini di merito di qualunque fossero le loro idee politiche, percorse le vie principali della città, gridando: "Via Pio IX, via la religione, viva Girgenti, viva i suoi rappresentanti" (...) Poi la popolazione mosse verso il palazzo vescovile, e qui immense voci di "Viva monsignor vescovo, via la religione!".
Il vescovo benediceva e ringraziava, raccomandava l'ordine, la virtù e la religione, e poi sapendo quanto stava a cuore di tutti il censimento dei feudi vescovili, promise di censirli e terminò il suo discorso dicendo:
"Signori, i feudi del vescovo sono vostri!" Allora uno scoppio delirante di evviva, di lodi e di ringraziamenti assordò l'aria." [2]
Il palazzo è in ottimo stato, grazie alla sua struttura massiccia in pietra, abitato e di proprietà in parte dal dottore Schembri Giovanni e dagli eredi Agnello. Fu sede ultimamente dell'Associazione Amici della Musica e negli anni settanta, furono ospiti cantanti lirici e maestri d'orchestra di fama internazionale.

Nell'estate 1964, in mancanza di alberghi fu ospitata nel palazzo Agnello la troupe cinematografica del film "Sedotta e Abbandonata" di Pietro Germi, protagonista femminile Monica Vitti. L'attrice fuggì letteralmente da Siculiana, per l'afa, la mancanza di servizi di ogni genere, tra i quali l'acqua, e il ruolo del film che non piaceva. La sua fuga fu la fortuna della giovanissima Stefania Sandrelli che ebbe la parte.
  1. "Il crocifisso di Siculiana" di Domenico De Gregorio pagina 9
  2. "Il 1848 in provincia di Girgenti" di Gaetano D'Alessandro a cura di Salvatore Di Benedetto pagina 54
testo di Alphonse Doria; foto di Paolo Indelicato