Giuseppe Maria Cognata

Giuseppe Cognata, nacque a Siculiana il 25 novembre 1823 da Tommaso e da Maria Teresa Marino. Laureatosi in medicina e chirurgia a Palermo, si recò a Napoli dove si perfezionò e specializzò. Stabilitosi in Agrigento vi esercitò la medicina con sommo plauso di tutti. Fu consigliere comunale e provinciale, membro della Commissione conservatrice di belle arti e di antichità; membro della Commissione di beneficenza, membro del consiglio scolastico e del consiglio delle opere Pie.

Fu un fervente indipendentista contro la tirannide borbonica, partecipò alla Rivoluzione Indipendentista del 1848, rischiando di persona l’esilio e la vita stessa.

Il 27 Gennaio 1861 è stato eletto nella Camera dei Deputati nel collegio di Aragona VIII Legislatura con il gruppo di sinistra, ma dimise il mandato nel dicembre 1863 per la crisi della Camera riconvocata dopo la sventura d'Aspromonte.  Venne poi rieletto dal collegio nel 22 Ottobre del 1865 nella IX Legislatura e nella XIX il 18 Agosto 1895.

Il 18 luglio del 1867 viene viene insignito Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia. Il 14 giugno del 1900 venne nominato senatore del regno.

Nel 1908 presentò in parlamento una relazione per la soluzione dell’annosa questione delle decime agrigentine con un disegno di legge dal titolo: "Sulle decime Agrigentine. Relazione del senatore Giuseppe Cognata. Roma 1908", ammesso a lettura, ma poi ritirato. Morì improvvisamente il 13 dicembre del 1913 ad Agrigento.

Citano gli atti parlamentari di commemorazione:
Filì-Astolfone: Giuseppe Cognata, fu tra i più distinti professionisti del luogo, amato, ricercato, oltre che per la sua elevata intelligenza, pel suo grande disinteresse nel nobile esercizio professionale. Fu di altissimi, e giammai smentiti sentimenti patriottici, e quando il professare patriottismo sotto la tirannide borbonica costava la vita ai migliori cittadini.
Fu di carattere adamantino ed eccelse per ogni virtù domestica.
Fino nei più tardi anni diede le sue migliori energie nel Consiglio provinciale, in quello sanitario e nella Commissione di beneficenza ed in altri pubblici incarichi, che seppe sempre disimpegnare con grande amore. Fu nell'altro ramo del Parlamento, rappresentante il collegio di Aragona. Tutto ciò ben gli valse il seggio in questa Camera vitalizia, ove come fra l'altro ne fa fede, non ostante la tarda età, la tenacia e salda convinzione, non lasciò di occuparsi dell'abolizione delle decime agrigentine.
Pertanto, mando un saluto alla di lui cara memoria, e propongo che il Senato faccia pervenire alla famiglia ed alla città di Girgenti le proprie condoglianze. 
Di lui rimangono parecchie pubblicazioni scientifiche tra cui ricordiamo:
  • Memoria su piedi torti congeniti. 
  • Antologia e dissomiglianza di alcune forme organiche.
  • Osservazioni critiche sulle cause delle deformazioni organiche. 
Fu nipote del senatore l’omonimo mons. Giuseppe Cognata ( 1885 – 1972 ) Vescovo insigne per eroiche virtù e fondatore delle Salesiane Oblate del S. Cuore di Gesù.

"Il SS. Crocifisso di Siculiana" di D. De Gregorio; "Storia di un prato" di A. Doria; Senato della RepubblicaCamera dei deputati, portale storico.
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