Gerlando Vasile

Gerlando Vasile, nativo di Siculiana, trasferitosi per motivi di lavoro, nella metà degli anni 30, nell’allora italiana Fiume, fu un padre ed un marito modello. Lontano dalla sua Sicilia, in una terra molto più emancipata e diversa da quella dove aveva sempre vissuto, restrinse i suoi umili interessi alla famiglia ed al lavoro. Svolgeva servizio civile presso la locale questura.

Non ricoprì cariche pubbliche, non fece mai parte di alcuna fazione politica, non prese mai parte ad alcuna azione di guerra, ma con tutto ciò ebbe la sola colpa, come tanti altri poveri innocenti, di trovarsi, nel giorno in cui fecero ingresso in Fiume le “milizie del Generale Tito”, nel suo posto di lavoro.

Fu arrestato il 3 Maggio 1945 senza alcuna precisa accusa ed incarcerato, per un breve periodo, presso la locale prigione di Fiume. In quei pochi giorni non gli fu permesso di incontrare i propri cari. Quindi, senza alcuna comunicazione alla famiglia, fu deportato in luogo sconosciuto. Di lui i familiari non ebbero più notizie.

Si seppe in seguito, dalle testimonianze di alcuni esuli, che assieme ad altri fu infoibato presso un luogo non meglio indicato. La data di morte presunta è fissata come avvenuta il 31 dicembre 1945 (fonte www.archivi.beniculturali.it).

A Gerlando Vasile è intitolata la Biblioteca Comunale.