La Banda Musicale di Siculiana "Vincenzo Bellini"



La storia della banda musicale a Siculiana parte da lontano, precisamente dal 1885 quando fu diretta dal M.° Gerardi. Da allora in poi, il paese ha sempre avuto un suo complesso bandistico, seppur passando tra diverse vicissitudini: quelli, infatti, furono decenni tormentati dalle guerre, che in un colpo distruggevano molto di ciò che faticosamente gli uomini avevano costruito.
Così la banda passò di mano ai maestri Gueli, Nicosia, Chillura, Sanfilippo, Caponetti, Castelli, Dianna fino ad arrivare al M° Giovanni Napoleone Longo, il quale assunse la direzione nel 1955. Sotto questa direzione la Banda allora denominata “G. Verdi” fece notevoli passi avanti rispetto alle situazioni precedenti: furono formati tanti allievi, acquistati nuovi strumenti, nuove divise e concertati sinfonie e fantasie di opere. Purtroppo, alla fine di questo periodo la banda si sciolse.
L'attuale banda è denominata “Banda Musicale V. Bellini - città di Siculiana”.

Fondata nel 1987, da venticinque anni la Banda Musicale “V. Bellini” rappresenta per la città di Siculiana uno dei punti di riferimento per gli amanti della musica e della strumentazione per banda, riuscendo ad unire diverse generazioni di siculianesi. Nata per ispirazione dei maestri Francesco Consolo e Paolo Indelicato e da questi diretta nei suoi primi anni, la Banda è dal 1998 nelle competenti mani del maestro Giacomo Consolo, il quale non ha mai tradito lo spirito da cui la Banda scaturì: quello di formare giovani suonatori – e perché no? futuri musicisti – e costruire un gruppo di aggregazione. Come non riconoscere, infatti, che costituita da un numero mai inferiore alle trenta unità e connotata da un notevole ed inevitabile ricambio generazionale, la Banda Musicale “V.Bellini” ha coinvolto una fetta ragguardevole di abitanti siculianesi tra i musicanti ed i loro familiari: poche sono le famiglie che non possono vantare d'avere o d'avere avuto almeno un loro membro all'interno della Banda. Se poi al nuovo corso istituito dalla Banda “V.Bellini” aggiungiamo le prime esperienze musicali che il paese visse fino agli anni di poco successivi la seconda guerra mondiale solo un giudizio superficiale e approssimato potrà negare l'importanza sociale, simbolica ed educativa della banda musicale. La Banda Musicale è senz'altro l'esperienza associativa più duratura di Siculiana, quella che ha coinvolto il maggior numero di persone nonché quella che più delle altre ha contribuito e continua a contribuire nel rendere più liete le feste e a sottolineare i momenti, tanti civili quanto religiosi, più importanti della vita della nostra comunità.
Non può tacersi nemmeno il fatto che la Banda Musicale “V. Bellini” abbia riscosso molti consensi anche al di fuori dei confini comunali, avendo partecipato a diversi raduni (Aragona, Mazzarino, Serradifalco, San Biagio Platani, Caltanissetta) e preso parte a famose celebrazioni come la Settimana Santa di Caltanissetta, il Tataratà di Casteltermini, la Madonna del Carmelo di Palermo. Celebrazioni che non debbono fare dimenticare le altre piazze di Realmonte, Agrigento, Caltabellotta e Rodì Milici, quest'ultima in provincia di Messina.

Uno dei maggiori successi della Banda Musicale “V. Bellini”, nonché, forse, l'elemento fondamentale per giudicare la bontà dell'azione che ha fin qui svolto, è il fatto d'aver fornito il terreno di coltura a molti giovani che hanno in seguito intrapreso la carriera professionale musicale: i diplomati e i diplomandi in Conservatorio si contano oramai a decine nel nostro paese, laddove fino a pochissimi anni fa li si poteva enumerare su poche dita. Non c'è solo questo: degno di nota è che non pochi sono i musicanti dilettanti che, avendo conseguito un livello decisamente più che buono in quanto a solfeggio e capacità strumentali, si sono ormai inseriti nel circuito provinciale delle bande, sicché si esibiscono frequentemente in bande dei paesi vicini. Tutti questi risultati sono stati possibili grazie al carattere genetico che contraddistingue la Banda Musicale “V. Bellini”, ossia la volontà di non cercare scorciatoie e di portare avanti un progetto che punta a rinnovarsi costantemente mediante il coinvolgendo di sempre nuovi soggetti – di qualunque età – nuovi repertori, nuove esperienze.

L'attività del gruppo bandistico è erroneamente ritenuta semplice. Dietro ad una qualunque esibizione, infatti, ci sono mesi e mesi di prove, mesi e mesi di scuola di musica, mesi e mesi di programmazione. In poche parole: ci sono mesi di formazione. La formazione di un musicante richiede un impegnativo periodo di studi che comprende una prima fase dedicata all'acquisizione dei necessari elementi di solfeggio – indispensabile per imparare a leggere la musica: riconoscere le note, le figure, i tempi, il ritmo – e una seconda fase consacrata alle esercitazioni con lo strumento prescelto. Questo periodo è di durata variabile, in quanto non tutti gli allievi dedicano lo stesso impegno; tuttavia, un buon allievo riesce ad entrare in banda all'incirca entro un anno. Quando l'allievo avrà imparato buona parte del repertorio delle marce, sarà pronto a partecipare alle prove della banda.
La prova è un momento fondamentale per la formazione del musicante: se, infatti, la preparazione teorica dell'allievo richiede un notevole impegno a scuola, quella pratica richiede necessariamente di suonare insieme agli altri. L'allievo si renderà subito conto dell'enorme differenza che c'è fra lo studio in casa o a scuola con il docente e lo studio d'insieme: spesso il primo impatto è traumatico, con l'allievo che non riesce ad andare dietro alla banda, si perde, si ritrova, si riperde e alla fine esce dalla sala con le orecchie che gli fischiano! La prova è fondamentale per tutti: in primo luogo perché siamo pressoché tutti dilettanti e tutti abbiamo bisogno di imparare e sperimentare cose nuove come singoli; in secondo luogo, perché un gruppo di persone non potrà mai coordinarsi senza esercizio. La prova si configura, dunque, come un essenziale momento di socializzazione, giacché non può esistere l'armonia senza la condivisione di un'idea musicale. E quest'idea va appresa tutti insieme.

Infine, l'esibizione. Per esibizione dobbiamo intendere tanto l'esibizione in sé quanto il tempo che i membri della Banda trascorrono insieme. L'esibizione è, quindi, fatta di musica sì, ma anche di fermate al bar, di momenti di distrazione – sottolineati dall'esecuzione di ballabili – di scherzi e di dialogo. Quando la Banda è in trasferta, poi, l'occasione è quella della “gita” con le goliardate sull'autobus, i pasti consumati insieme, le dormite nei posti e sui supporti più scomodi. Insomma, si fa molta fatica, ma ci si diverte, si trova un modo costruttivo ed educativo di occupare il tempo e di passarlo con degli amici.

Purtroppo, tante volte la musica per banda è snobbata e i complessi bandistici, che conseguentemente sono seguiti con scarsa attenzione, vengono mal giudicati.
di Nicola Palilla