Lo Stemma del Comune di Siculiana

Lo Stemma del Comune di Siculiana e’ uno scudo sannitico partito, formato dall’unione di due simboli araldici che rappresentano l'arma del primo e dell'ultimo casato nobiliare ad aver posseduto la locale baronia e il castello.

Il fianco destro dello scudo raffigura l’arma dei Chiaramonte, troncata in primo con cinque vette d’argento su campo rosso e in secondo d’argento. I Chiaramonte ebbero la baronia nel 1300 circa ed edificarono il castello intorno al quale crebbe il paese.
I Bonanno furono riconosciuti, con regio decreto, baroni di Siculiana a partire dal 1721 fino al 1899. Nel fianco sinistro dello scudo comunale si rappresenta la loro arma: un gatto nero passante su campo oro.

Non c’e’ certezza su chi abbia concepito l’attuale stemma del comune che pero’ non puo’ essere anteriore al 1721, anno di entrata in scena dei Bonanno a Siculiana. Curiosamente, la riproduzione adottata nel gonfalone del comune presenta un gatto passante di colore chiaro, anziche’ nero.

   

Da notizie di archivio, lo stemma di Siculiana sembrerebbe non aver goduto di una approvazione ufficiale. Il comune infatti, pur avendo scelto in data imprecisata il signum che lo rappresenta tutt’oggi, non avrebbe ancora formalizzato tale riconoscimento che attualmente richiede un apposito decreto del Presidente della Repubblica. Inoltre la corona sormontante lo stemma, che oggi risulta fuori norma, dovrebbe essere ritoccata secondo i principi dell’araldica civica.


Considerando che, a rigor di logica, ogni comune sceglie un simbolo legato a significati storici rilevanti che lo rappresentano, qualora il Comune di Siculiana richiedesse finalmente l’approvazione del suo stemma, sarebbe un’occasione per disquisire sull’eventuale inserimento anche dell’arma degli Isfar et Corilles (tre monti fiammeggianti). Infatti, a differenza, per esempio, dei Bonanno che ereditarono casualmente la baronia siculianese rimanendo lontani senza mai guidarne direttamente le sorti, fu il casato degli Isfar che, con radicato legame e piu’ a lungo di tutti, resse Siculiana tra il 1400 e il 1700, dandole prestigio e notorieta’.

Il nobile spagnolo Gilberto Isfar et Corilles nel 1422 ebbe titolo di barone di Siculiana dal Re d’Aragona e Sicilia, Alfonso il Magnanimo che lo annoverava nel suo stretto entourage di fiducia. Cio’ gli consenti di divenire vicario generale del Re e amministratore dei beni della Corona, delle dogane e dei porti di Sicilia, ottenendo inoltre che la sua Siculiana divenisse porto franco, importante e prosperoso. L’ultimo barone Isfar, Blasco, fece edificare la chiesa-convento Madonna del Carmelo oggi Santuario del SS. Crocifisso di Siculiana e nel 1610 dono’ al vescovo di Agrigento il palazzo Steri che divenne sede del seminario vescovile. Nell’ atto di donazione, rogato nel castello di Siculiana, Blasco inseri una clausola che garantiva in perpetuo il privilegio dell’ammissione nel seminario di due giovani siculianesi.

Sarebbe quindi giusto inserire anche l’arma degli Isfar nello stemma del comune? Ai posteri l’ardua sentenza.

Bibliografia: Paolo Fiorentino, Siculiana Racconta, 1995. Ricostruzione dello stemma a cura di Paolo Indelicato
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